Italia si, Italia no…Italia gnam!!! Se famo du spaghi!

…una pizza in compagnia/ una pizza da solo/un totale di due pizze/ e l’Italia è questa qua/ Italia si/Italia no/ la terra dei cachi…” Ve la ricordate? Cantata da Elio e le storie tese in un Sanremo di qualche anno fa. Perchè la cito? Soprattutto perchè ne condivido il testo. Non passa, infatti, giorno che non vedo/sento/vivo situazioni nelle quali finisco per chiedermi ‘ma dove vivo?’ O meglio per esclamare, ‘ ma che razza di gente gli italiani…‘. Poi la cito perchè parla (anche) di cibo e di come attraverso e con il cibo si esprima egregiamente questo italian style (nelle sue migliori e nelle sue peggiori accezioni). Il cibo italiano, riconosciuto ed apprezzato in tutto il globo cosi come lo è per molti versi l’italian way, il modo italiano, di stare in tavola e banchettare con opulenza chiassosi e pittoreschi. “Se famo du spaghi”, perchè no: tutti seguaci di Epicuro, goderecci e festaioli nel fine e non nel mezzo quindi incapaci di una visione globale. D’insieme. Pressapochisti, approssimativi e appezzottati (per dirla alla napoletana) ci facciamo portabandiera del controsenso e dell’incoerenza.

E’ cosi che succede che si mettono su – in una città come Roma – mercatini biologici, dando spazio a piccoli produttori, filiere corte e tante altre belle cose. Cose che hanno il sapore squisito di conserve artigianali, di bianchissime e freschissime ricottine, di olii superlativi, di puntarelle croccanti. E di plastica. Abbondante plastica dei sacchetti nei quali – tutti, dico tutti, i produttori che espongono – ti consegnano le prelibatezze che hai acquistato. Troppo presi dalle loro colture biologiche o dalla lavorazione artigianale della carne? Immagino di si, visto che – cosi indaffarati – non hanno avuto modo e tempo per tenersi informati e scoprire che, dal 1 gennaio 2011, la distribuzione degli shoppers in materiale plastico non è più legale.

Però, vabbè, alla fine che vuoi che sia: in fondo, ci si sente molto “fighi” ad andare a fare compere, la domenica, nei mercatini. E ancora più fighi a raccontare di averlo fatto. E poi, vabbè, alla fine come sono pignolo. Del resto, la terra dei cachi è la terra dei cachi. (ascoltatela)

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Shopper di stagione

Dal Regno Unito arrivano questi interessanti shoppers ecologici: “Taste the season”. Un progetto semplice ed efficace che, oltre a diminuire l’uso ed il consumo dei tradizionali sacchetti (seppur bio-degradabili, il loro intero life-cycle richiede un considerevole dispendio energetico), propone ed invita, attraverso la grafica impressa su entrambi i lati, l’acquisto di prodotti “stagionali”, piu’ sani e piu’ sostenibili.

Sono prodotti da Sainsbury’s, su progetto di Shaz Madani.

Borsa o non borsa?

Parliamo di eco-shoppers, ossia le borse riutilizzabili da usare in alternativa ai sacchetti in plastica, la cui produzione è terminata dal 1° gennaio 2011. E dico produzione, perchè di fatto i commercianti hanno la possibilità di continuare a distribuirne limitatamente all’esaurimento delle scorte. Da quest’anno troviamo finalmente Continue reading →