Una tirata d’orecchio? Con quanto zucchero?

Almeno il nome poteva esser scelto con maggior cura. Quanto fa ‘macabro‘ sorseggiare un the pensando e immaginando di stringere tra le mani l’orecchio del grande Vincent Van Gogh? Chissà perchè, poi, proprio lui. Forse perchè è un artista, e che artista. Magari un orecchio anonimo, non avrebbe  lo stesso appeal. La stessa consistenza. Anche il sapore del the’ non sarebbe lo stesso. E mi chiedo inoltre: perchè proprio un orecchio? Anche un naso funzionerebbe. Un braccio, una gamba. Senza scendere nel dettaglio, qualsiasi appendice funzionerebbe. Ma solo se d’artista. Dear Van Gogh, questo il nome del mug ideato da Mike Mak Designla tazza è in ceramica. L’orecchio, in silicone: da tirare, strizzare, torcere, colpire, baciare, leccare. E, quando la tazza si rompe, da tagliare. Senza esitazione. E senza dolore.

Povero Design 2.0

cup handbag

Si tratta solo di un piccolo gadget, ma di quelli che una volta provati potrebbero entrare a far parte di quelle consuetudini piacevoli da non abbandonare. Immaginate la scena: girate per casa, o vi sedete davanti al vostro schermo preferito con una tazza di tè (o caffè) fumante. Non vorreste avere un punto d’appoggio per il vostro biscotto di conforto? Prodotto dai tedeschi Koziol, e nata semplicemente per contenere il filtro del tè dopo l’uso, Lilli, la borsa da tazza in silicone, diventa un modo simpatico per offrire un dolce ai vostri ospiti e accompagnare quel tipo di mug che generalmente non è abbinato a un piattino.”

Siamo alla follia. Mi aspetto di qui a poco di vedere anche delle simpatiche scarpine – porta zucchero – in pan dan con la borsetta.