Surfers against pollution

Surfrider, è una fondazione nata in California circa 25 anni fa ed oggi attiva in 15 differenti paesi. La loro mission, come si legge dal sito è, attraverso una fitta rete di attivisti ed azioni concrete, di salvaguardare gli oceani e le spiagge dagli stessi bagnate. Il sito è davvero ben fatto ed illustra chiaramente tutte le loro attività. Apparentemente questi di Surfrider (che ci tengono a precisare sono surfisti, bagnanti, barcaioli, ma anche mamme, bambini e ragazzi) non c’entrano nulla con il cibo (o con il design); l’immagine scelta per la loro recente campagna è, invece, quanto mai significativa. Pensateci…il cibo che ingeriamo è “inquinato” dal design che produciamo. Ossia? Mangiamo male e produciamo peggio. It’s time to change, direbbero in California.

Q.B.: quanto basta

Un cuore. A forma di piatto. O un piatto, a forma di cuore. Vedetela come volete, non è importante l’ordine. Il risultato è lo stesso. Metteteci il cuore, quest’anno. Mentre fate la spesa. Mentre cucinate. Mentre mangiate. Mentre sognate un mondo migliore.

Fate tutto con Amore. Basta questo. Buon 2012. Continua a leggere “Q.B.: quanto basta”

Un altro “street-food”

“Too many people eat on the street” è il titolo di una campagna sociale realizzata dallo studio Shalmor Avnon Amichay/Y&R di Tel Aviv per conto della Banca del Cibo di Istraele (Israeli Food Bank). L’obiettivo, raccogliere fondi per sostenere tutti coloro che, senza fissa dimora, hanno fatto della strada la loro casa. Il concept foto-grafico del poster (il tombino che diventa scolapiatti) ripreso in una forma un-conventional (che trovate in video qui) ha contribuito al successo della campagna.