Ma al mio cane, piacerà il Carciofo alla Giudia?

Chi, possessore di cane, seduto al ristorante e con un discreto quantitativo di cibo avanzato non si è mai detto”…che peccato, chissà il mio cane quanto gradirebbe…“? Io, per la verità, alla faccia di qualsiasi imbarazzo, ho sempre chiesto al cameriere, compatibilmente con la dieta del mio amico a quattro zampe, di mettermi tutto in un sacchetto da portar via. La cosiddetta, “doggy-bag“. All’estero, in particolare negli States e nei paesi anglosassoni, è pratica diffusa mentre in Italia ancora vige un certo “scuorno” – come direbbero a Napoli – a chiedere di portar via gli avanzi. A Milano a quanto pare, non conoscendo il significato di scuorno, se ne fregano e due imprenditrici hanno lanciato, appunto, Doggy-bag, un kit per l’asporto degli avanzi. Il kit si compone di un sacchetto in carta, due contenitori di diverso formato in PP ed una wine-bag per le bottiglie. L’idea, a quanto pare, è stata accolta con un certo entusiasmo proprio dai ristoratori del Nord:  Lombardia, prima fra tutte, poi Liguria, Trentino e Friuli le regioni nelle quali è possibile imbattersi – davanti alla vetrina di un ristorante – nella vetrofania con il logo Doggy-bag.

Questi gli obiettivi espressi sul loro sito: “…Doggy-Bag certo non si propone di rivoluzionare il mondo o risolvere complicati problemi economici, ma nel suo piccolo qualche ambizione ce l’ha: cambiare la percezione del riciclo dell’avanzo traducendola in un concetto trendy; sensibilizzare l’opinione pubblica per incentivare il recupero del cibo non consumato; coniugare al concetto antispreco del servizio anche un’utilità sociale, devolvendo parte del ricavato in beneficenza… LU S.r.l., la Società distributrice in esclusiva di Doggy-Bag, ha inserito e sottoscritto nel proprio statuto sociale l’impegno a devolvere una percentuale dell’utile generato al termine di ogni esercizio fiscale a cause di solidarietà a favore di Associazioni dedite alla distribuzione di cibo a poveri ed emarginati, ed una percentuale all’ASL di Milano per la sterilizzazione e cura degli animali ammalati ed abbandonati.”

L’idea c’è. Ed è buona. Quello che mi chiedo, sarà un servizio gratuito o la doggy-bag verrà messa sul conto? Se la volessi acquistare io, possessore di cane, e portarla con me – visto che non tutti gli esercizi la avranno in distribuzione – come la mettiamo (l’acquisto minimo, sich! è di 50 pezzi)??? Last but not least, a proposito di scuorno: come faremo a spiegare al cameriere, mentre ci consegna la wine-bag, che il nostro cane beve solo vini Doc???

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La spesa alla spina è più buona

Riuscite ad immaginare un mondo senza packaging ed imballaggi alimentari? Pensate a che risparmio, in termini di materie prime, di energia necessaria per produrli, per trasportarli, per riciclarli (nella migliore delle ipotesi) e per “seppellirli”; Continue reading →

Picnic metropolitano

Anche il picnic si evolve e i vecchi cestini vengono soppiantati da accattivanti scatole in cartone eco-compatibile. Questa la proposta di Boxsal.  Tre i modelli disponibili: “Urban” ,“Today’s Date”  e “Office Escape”. Nel cestino trovano posto una bottiglia, il cibo e un “Eatin’ Tool Set” che conta quattro bicchieri, quattro vassoi, altrettante tazze grandi, piccole e termiche, quattro set di posate e otto fazzoletti di carta riciclata: il tutto completamente compostabile. Costo, 25$. Se vi trovate a Dallas o dintorni, provatelo e ci fate sapere.

Il progetto, tutto – dal design alla comunicazione, sembra ben realizzato. Solo un pò voluminosa la valigetta in cartone (contiene il necessario per 4 persone): magari prevederne una versione ridotta – anche nel costo – per 2 persone o addirittura per il singolo, ne aumenterebbe le possibilità d’uso e consumo. Per un semplice spuntino, per la pausa pranzo o per un vero e proprio picnic. Sia che si mangi soli che in compagnia. Ma sempre e comunque sostenibili.

Cartone Vs. Vetro: la classe non è l’acqua

A quanto pare, il connubio acqua e materiali plastici è sempre più precario. C’è, da una parte, chi auspica e promuove il ritorno del vetro e il consumo di acqua del rubinetto, e chi invece, magari non potendo rinunciare alle “bollicine”, suggerisce di ricorrere a contenitori di cartone in alternativa alle bottiglie in Pet. Continue reading →

L’Expo 2015, Comieco e i giovani designers

Sono stati pubblicati, sul sito appositamente creato, i risultati del concorso lanciato da Comieco per l’ideazione di un contenitore in carta o cartone eco, da utilizzarsi come porta vivande al prossimo EXPO di Milano del 2015. Continue reading →

Il latte è verde

Un progetto tutto green dal Regno Unito. Si chiama Green Bottle, una bottiglia per il latte che non nuoce all’ambiente. Continue reading →

L’etichetta consapevole

Si parla sempre più spesso di filiera corta è di prodotti a Km. 0. Sarebbe, poi, auspicabile che oltre a parlarne ci impegnassimo tutti, indistintamente, nel fare acquisti consapevoli, scegliendo alimenti di stagione e di provenienza locale. Non dimentichiamo, infatti, che acquistare prodotti che hanno fatto il giro del mondo per arrivare sui banchi dei nostri supermercati, ci rende, inevitabilmente, complici di un sistema economico/produttivo che nuoce all’ambiente, alle nostre tasche e alla nostra salute (e, in alcuni paesi, nuoce ai lavoratori del settore costretti ad operare in condizioni lavorative disumane). Continue reading →