Fame d’architettura

Disegnate da Stig Ahlström, Pick Up sono pinze/bacchette per cucinare, mangiare e servire in tavola. Disponibili in legno e/o plastica, sono lavabili in lavastoviglie e costano 29 $. Un bellissimo e pratico ‘compasso’ che sembra ricordarci quanto architettura e cucina siano discipline tra loro molto vicine. Su differenti scale, il fine è comune: creare geometrie, forme, involucri abitabili. Ma si può dire che il cibo sia una forma, un involucro abitabile? Una forma si, senza dubbio. E altrettanto, un involucro, un contenitore abitabile ed abitato: da affetti e ricordi, da emozioni e sensazioni, da speranze e desideri, da cultura e tradizioni. Dalla vita e dalla morte, di chi – di cibo – ne ha in abbondanza e di chi – di quel cibo – non arriva neanche a conoscerne il sapore.

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PET STOP!

Proprio non ce la fate a rinunciare al PET? Vi ostinate a comprare acqua in bottiglie di plastica e a portarle in tavola? GR, studio di progettazione di Barcellona, ha pensato a voi. AquaJar, “un becco” da applicare sulla vostra bottigliaccia in plastica cosi da trasformarla in una gradevole e colorata brocca. Il progetto è del 2009 e si vede: nel senso che a distanza di tre anni, è aumentata (seppur di poco) la consapevolezza rispetto all’acquisto di alimenti e bevande in packaging “insostenibile”, cosi come stanno mutando, conseguentemente, normative e dinamiche di consumo. Pertanto un progetto del genere non potrebbe (e non dovrebbe) essere neanche pensato. L’attuale urgenza, non è aumentare la gradevolezza estetica o le caratteristiche ergonomiche della plastica, quanto trovare una vera alternativa ad essa.

Pasta la victoria. Siempre!

Si chiama Boomerang Wok, è disegnato da Nikolai Carels e prodotto da RoyalVKB. Potrebbe essere una figura mitologica nel mondo degli utensili per cucina: come un minotauro, mezzo uomo, mezzo toro o un centauro, mezzo uomo e mezzo cavallo. Entrambi gli esempi, non sono, però, cosi appropriati: in entrambi, di “mezzo” (non solo figurativamente parlando) c’è sempre l’uomo. In Boomerang Wok, l’uomo sembra, invece, sparire. Un pò perchè le due metà sono l’una il wok, l’altra la padella, un pò perchè, l’ibrido di RoyalVKB, tende a decentrare il ruolo dell’uomo che, da “artista giocoliere” capace di produrre acrobazie con sughi in mantecatura, funghi trifolati e vongole veraci, qui si limita – con l’ausilio della cucchiarella – a spostare gli alimenti sul bordo più “periferico” (e a strapiombo) del padellone, cosicchè gli stessi alimenti possono capovolgersi con facilità (il video mostra con chiarezza il tutto, molto meglio del mio tentativo a parole). Che dire: a funzionare funziona. Ma dove finisce il piacere tutto fisico di cucinare? Un piacere che nasce dalla relazione tra l’uomo, gli strumenti e gli alimenti; e dal movimento, quasi una danza rituale, che diventa legame, sapore ed energia. Una relazione dinamica, impavida e ribelle. Come, del resto, è la cucina.

Dobbiamo essere ribelli, non rivoluzionari. Il rivoluzionario appartiene a una sfera terrena; il ribelle e la sua ribellione sono sacri.” (Osho)

Fastvìnic a Barcellona: fast-food sostenibile

In questo caso, possiamo davvero parlare di “impiatto”zero. E a 360 gradi. Perchè il ciclo virtuoso comincia dalla progettazione degli spazi e termina nell’utilizzo di materie prime locali, per un’offerta gastronomica sana, succulenta e sostenibile. Siamo a Barcellona. Il locale si chiama Fastvìnic ed ha aperto i battenti quest’estate. E’, pertanto, uno spazio nuovo. Nuovo in particolare il “concept” con il quale nasce, che coniuga “processi” e “modalità” tipici del fast food con i concetti di sostenibilità, qualità e ricerca estetica. Il panino, questo il prodotto di punta di Fastvìnic, in molteplici varianti, tutte realizzate con materie prime di alta qualità, di provenienza locale, di stagione e biologiche.

L’enfasi sui prodotti naturali ed eco-friendly non si ferma al cibo: il packaging da asporto, i bicchieri, i vassoi, le posate e gli altri oggetti sono realizzati con materiali riciclati o riciclabili. Anche per gli arredi e gli impianti le scelte fatte dal progettista Alfons Tost, hanno privilegiato materiali eco-compatibili, come il legno FSC (proveniente da foreste controllate) o l’illuminazione a LED ad alta efficienza energetica. Tanto che Fastvìnic si è guadagnato un bel certificato di idoneità LEED (sistema di classificazione e valutazione dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale degli edifici). Se andate a Barcellona, non dimenticate di farci un salto.

Un tavolo esperienziale

Haiko Cornelissen, è un architetto olandese, con base ad Amsterdam e NY. Suo il progetto del tavolo che vedete in foto. Non più soltanto agricoltura urbana, orti sovversivi e terrazzi coltivati. Il verde, oramai, straborda al punto tale che entra negli appartamenti e l’esperienza del picnic, fin’ora prerogativa dell’outdoor living, viene proposta in versione “indoor“. PicNYC Table, non è un’installazione temporanea: è un tavolo, perfettamente funzionante e sostenibile, realizzato in alluminio e dotato di un sistema per il drenaggio.

Il progetto nasce dalla voglia di condurre in una sfera privata, in uno spazio chiuso (non solo interno ma interiore), esperienze e sensazioni legate al contatto con l’ambiente naturale. L’erba va tagliata rigorosamente a mano e la costante manutenzione del manto erboso, necessaria a mantenere ordine e pulizia – caratteristiche tipiche dell’ambiente domestico, della mente umana e dell’incapacità della stessa di accettare l’impermanenza  – sono certo educhi ad una più consapevole, aperta relazione di convivenza con il selvatico mondo vegetale.  E non solo convivenza. Amore, offerto e ricevuto in un reciproco e spontaneo scambio: perchè PicNYC Table, non è più un tavolo, un oggetto inanimato finalizzato ad uno specifico uso, ma qualcosa che vive e muta. Insieme a noi.

Save the food (ed il mondo) from the fridge!

Save Food from the Fridge, è il progetto di laurea presentato da Jihyun Ryou alla Eindhoven Design Academy, frutto di una interessante ricerca sulle tecniche di conservazione dei cibi alternative all’uso del frigorifero. Il lavoro si è basato su comprovate teorie scientifiche Continua a leggere