Vèstiti di cibo.Vestìti di cibo

Non è la prima volta che mi imbatto in progetti il cui limite tra moda, design e food è assai poco definito. Abiti, accessori e complementi realizzati con il cibo. Il più delle volte si è trattato di provocazioni (come provocatoria è spesso la vocazione di molte sfilate), volte a stupire e, nei migliori dei casi, a stimolare riflessioni sulla relazione che intercorre tra il nostro corpo, lo spazio da esso abitato e abitabile, e gli elementi, che quello spazio definiscono: tessuti ed alimenti (nel nostro caso) che, in una prospettiva capovolta, trasferiscono il concetto del rifugio – dello spazio che protegge ed esprime il proprio se  – dallo spazio indossato alla materia alimentare che assurge, quindi, a simbolo unico e totalizzante della stessa esistenza.

SEME, di Chiara Terzoli e Diego Longoni, non vuole stupire e, credo, neanche stimolare disquisizioni socio-filosofico-culturali. E’ un progetto di design. Innovativo. Creativo e concreto. Propone una linea sostenibile di t-shirt, decorate – con la tecnica dello stencil –  con tinte naturali ricavate da piante, fiori di stagione, caffè, cipolla, melograno, aceto balsamico, tabacco, nero di seppia, ribes, more, fragole, barbabietola, zafferano, curry e pomodoro. Data la particolarità dei colori si consiglia il lavaggio a max 30°. Bello.

Le t-shirt si possono acquistare qui

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