Pasta la victoria. Siempre!

Si chiama Boomerang Wok, è disegnato da Nikolai Carels e prodotto da RoyalVKB. Potrebbe essere una figura mitologica nel mondo degli utensili per cucina: come un minotauro, mezzo uomo, mezzo toro o un centauro, mezzo uomo e mezzo cavallo. Entrambi gli esempi, non sono, però, cosi appropriati: in entrambi, di “mezzo” (non solo figurativamente parlando) c’è sempre l’uomo. In Boomerang Wok, l’uomo sembra, invece, sparire. Un pò perchè le due metà sono l’una il wok, l’altra la padella, un pò perchè, l’ibrido di RoyalVKB, tende a decentrare il ruolo dell’uomo che, da “artista giocoliere” capace di produrre acrobazie con sughi in mantecatura, funghi trifolati e vongole veraci, qui si limita – con l’ausilio della cucchiarella – a spostare gli alimenti sul bordo più “periferico” (e a strapiombo) del padellone, cosicchè gli stessi alimenti possono capovolgersi con facilità (il video mostra con chiarezza il tutto, molto meglio del mio tentativo a parole). Che dire: a funzionare funziona. Ma dove finisce il piacere tutto fisico di cucinare? Un piacere che nasce dalla relazione tra l’uomo, gli strumenti e gli alimenti; e dal movimento, quasi una danza rituale, che diventa legame, sapore ed energia. Una relazione dinamica, impavida e ribelle. Come, del resto, è la cucina.

Dobbiamo essere ribelli, non rivoluzionari. Il rivoluzionario appartiene a una sfera terrena; il ribelle e la sua ribellione sono sacri.” (Osho)

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