Acqua di chef

L’Italia è sepolta sotto la neve. Piuttosto che ImpiattoZero, potrei firmarmi ImpiattoSottoZero, visto il ghiaccio e le gelide temperature. C’è il sole, ma non basta. Ci vorrebbe la pioggia. L’Acqua. Basterebbe acqua dal cielo, per portar via neve, ghiaccio e disagi. E si, l’acqua si dimostra, in ogni occasione, elemento di indiscutibile valore. Del resto, il nostro organismo è composto al 72% di acqua. E se è vero che siamo quello che mangiamo, quelli di ItaliaSquisita, rivista gastronomica, insieme a Ferrarelle hanno pensato bene di indire un concorso, il Water Plate Contest, aperto a chef italiani professionisti che vogliono cimentarsi nella creazione di una ricetta nella quale l’acqua è l’ingrediente principale. Una giuria di esperti ne selezionerà dodici; dopodichè blogger, gourmet, cuochi, giornalisti e professionisti del settore avranno la possibilità di votare online e determinare la ricetta vincitrice del contest.

L’idea di un piatto a base di acqua è originale, e apre a “concetti” e a “tematiche”, oltre che a sperimentazioni, decisamente interessanti. Sociali, politiche, etiche, ambientali e commerciali. Mi auguro vengano proposte ricette “forti”, pregne di questi temi. Vero è che dietro al contest, c’è una evidente operazione di unconventional marketing voluta da Ferrarelle; è altrettanto vero, però, che Ferrarelle, nonostante contribuisca con il suo business ad incentivare il consumo di un bene, l’acqua, che regolarmente arriva in casa – senza un ulteriore consumo di energia e risorse per l’imbottigliamento, il trasporto, lo smaltimento di milioni di bottiglie, siano esse in vetro o in Petè molto attiva sul fronte della sostenibilità, con iniziative concrete volte a ridurre l’impronta ambientale che dalle proprie attività produttive deriva. Per farla breve: io bevo acqua del rubinetto ma non posso non apprezzare l’approccio consapevole e l’impegno concreto che contraddistingue l’azienda di Riardo.

Mi raccontava mia nonna che, quando era giovane, aspettava che il nonno tornasse dal mare per cucinare la cena con il pescato. A volte, il nonno tornava a mani vuote. Quelle sere, a Nonna Maria, non restava che preparare, per cena, il Pesce Fiuto.

‘O pesce fiuto (trad. il pesce fuggito) – ricetta procidana.

Ingredienti: acqua, 2 pomodori, due fette di pane (anche secco), due spicchi di aglio, prezzemolo, sale, olio. Preparazione: mettere a soffriggere i due spicchi di aglio su un fondo di olio e.v.o. Aggiungere i due pomodori schiacciati ed abbondante acqua. Quando l’acqua bolle salare e versare il tutto in una ciotola, contenente il pane a pezzi. Aggiungere il prezzemolo tritato finemente. Consumare bollente.

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