Un chiosco a Berlino

Ho cercato, ma invano, il sito de “lo Zozzone” di Roma. Per chi non lo sapesse lo Zozzone è un venditore, di strada, di panini. O meglio, non è una persona fisica. Con un nome e cognome. Lo Zozzone è un modo di fare business vendendo panini a tutte le ore del giorno e della notte (soprattutto la notte). Panini con salsiccia, hamburger, wurstel (tutto cotto espresso, sulla piastra) e farciti con qualcunque cosa: sottiletta, insalata, sott’oli di tutti i tipi – funghi, melanzane, pomodori, zucchine, olive, carciofi, capelli, moscerini, etc..etc. Maionese e ketchup per amalgamare il tutto. Detto ciò, capite che “lo Zozzone” propone una cucina non propriamente sana – sia per abbinamenti che per qualità delle materie prime – soprattutto se “gustata” alle 3.25 del mattino a concludere una nottata di esagerazioni. Ovviamente “lo Zozzone” è anche, e soprattutto, un modo di essere: dimenticate, totalmente, igiene e pulizia. Nelle mani di chi vi prepara il panino, negli strumenti che utilizza e negli alimenti – tassativamente esposti ad un orgia di mosche ed insetti vari. Ma per essere un vero “Zozzone” il tuo business lo devi fare su un camper, su un furgone. Ricordo lo Zozzone di Porta Maggiore, nei primi anni ’90; aveva un piccolo furgone sgangherato. Come sgangherato, il tipo che, unghie nere, capelli lunghi e unti peggio dei panini, canotta e catena d’oro al collo, ti preparava delle vere e proprie “bombe” per il tuo fegato. Fino a che un giorno, ci mancavo da tanto dopo aver intrapreso un percorso di “disintossicazione”, ripassando di lì mi sono ritrovato davanti un colosso a quattro ruote, un super-camper tutto illuminato, nuovo fiammante. Tanti “zozzoni” dietro ad un banco altissimo che ne faceva attori su un palcoscenico, intenti a cuocere freneticamente le “solite” schifezze.

Non sono, ancora, stato a Berlino, ma immagino che anche la capitale tedesca avrà i suoi Zozzoni. Tra questi ha, però, una chicca. Che dello Zozzone style condivide solo l’utilizzo di un mezzo a quattro ruote come location. Kjosk, il nome dato ad un vecchio bus BVG a due piani, risalente al 1965, che staziona in un angolo verde a Kreuzberg 36 (metro Goerlitzer Bahnof). Al piano di sotto, l’area del bus è divisa in due sezioni; la coda – in cui ci si può servire direttamente – dedicata alle bibite e agli snack , mentre dal lato del guidatore c’è la cassa con un piccolo balconcino in cui sono esposte torte e leccornie di vario tipo (provenienti da piccoli produttori locali). Si può consumare nel cortile, circondati dal verde del piccolo e delizioso giardino o si può salire al piano di sopra del bus. Se andate a Berlino e pensate di farci un salto, occhio agli orari. Solo il venerdi e sabato sera, Kjosk resta aperto fino alle 2; se fate tardi, per mangiare qualcosa, dovete solo sperare ci sia uno “Zozzonen” nei paraggi.


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