Diamoci da fare

Basta con l’ usa e getta. Molto lentamente, e faticosamente, sembra che i prodotti mono-uso stiano (ri) lasciando sempre maggior spazio ad una tipologia di oggetti riutilizzabili. E’ curioso, però, notare che – tra questi ultimi – molti vengono realizzati con le stesse identiche caratteristiche formali ed estetiche dei predecessori UEG. Sarà perchè quegli oggetti li riconosciamo essere tali solo per quelle forme e le peculiarità d’uso che da quelle forme conseguono? O sarà, piu’ banalmente, che l’industria finisce con il ricalcare modelli già consolidati nell’immaginario del consumatore solo per mancanza di idee davvero nuove? Nel caso di “I’m not a paper cup” credo che di questo si tratti. Vada per il silicone (con il quale è realizzato il coperchio), materiale riciclabile e di lunga durata, ma definire anche la porcellana eco-friendly, forse, è un pò eccessivo. Di certo, costa meno – all’ambiente – produrre oggetti in porcellana piuttosto che in plastica. Il punto è che, fatte salve le interessanti teorie e pratiche di decrescita, non è sufficiente – per la salvaguardia ambientale –  progettare riproponendo materiali vecchi con forme nuove. In un processo simile dov’è l’innovazione? E, credo, che di questa abbiamo urgente bisogno. Innovazione. Materica. Formale. Sociale. Politica. Culturale. Diamoci da fare.

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