La spesa alla spina è più buona

Riuscite ad immaginare un mondo senza packaging ed imballaggi alimentari? Pensate a che risparmio, in termini di materie prime, di energia necessaria per produrli, per trasportarli, per riciclarli (nella migliore delle ipotesi) e per “seppellirli”; e in quest’ultimo caso pensate al danno ambientale che ne consegue. Certo, non si può mettere in dubbio l’utilità dell’imballaggio che – oltre a rispondere a precise esigenze di trasporto e stoccaggio, preservare gli alimenti dall’attacco di agenti esterni quindi favorirne una migliore conservazione, diventa fondamentale strumento con il quale catturare l’attenzione del consumatore e distinguere ogni brand dalla concorrenza.

Ogni anno si stima che ciascuno di noi getti nella spazzatura circa mezzo quintale di plastica, per la maggior parte proveniente dalle confezioni di prodotti che acquistiamo. Sacchetti, vaschette, bottiglie, flaconi, possono essere prodotti con diversi tipi di plastica, ma tutte hanno in comune una caratteristica: per sparire dall’ambiente, dopo il loro uso, impiegano centinaia di anni. A meno che non vengano incenerite, ma in ogni caso i costi di smaltimento e l’inquinamento prodotto sarebbero comunque rilevanti. Le alternative sono, sicuramente, l’uso di imballaggi biodegradabili e/o compostabili o il ricorso a dispenser e alla cosiddetta spesa alla spina. Niente più imballaggi. I generi alimentari sono contenuti in capienti contenitori dai quali è possibile direttamente prelevare il quantitativo di prodotto di cui si necessita. Non un grammo di più. Oltre al vantaggio di aver eliminato l’imballaggio (che di fatto è un prodotto usa e getta), si aggiunge anche quello di poter acquistare una quantità di bene “tarata” sulla nostra effettiva capacità di consumo, evitando cosi spreco di denaro e di cibo (che se non consumato finirebbe in pattumiera). Si consideri inoltre che il costo di una confezione media si aggira intorno al 30% del costo del prodotto e in alcuni casi costa più il contenitore che il contenuto.

Seppur lentamente e faticosamente, di distributori di generi alimentari (ma soprattutto detersivi), se ne vedono sempre più. Nei grandi supermarket, Coop. Auchan, Sma, Ipercoop, Panorama ma anche in attività fuori dalla GDO (Ariecoidee, a Roma) che, oltre a sostenere una spesa alleggerita del packaging, offrono una ampia scelta di alimenti biologici e a filiera corta. Più sostenibili di cosi…

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