Dies Natalis

Eh si! Il Natale sta arrivando. Ed è arrivato anche il freddo. Non che io sia credente. Anzi. Un pò freddoloso, quello si. Ma credente proprio no. Comunque, del Natale – in quanto ricorrenza religiosa – non è che me ne importi molto. A dire il vero, non me ne importa un fico secco neanche del Natale in quanto fatto culturale o fenomeno di shopping collettivo. Insomma, del Natale, come diciamo a Roma, “non me ne può fregar di meno”. Anzi no. Una cosa del Natale mi interessa: il cibo.

Mi interessa il cibo perchè quando la sera della vigilia ci mettiamo in tavola siamo in quattro. Poi quando addento la pizza fritta con la scarola o con il cavolfiore diventiamo improvvisamente in venti, venticinque. Passo ad assaggiare il baccalà in pastella e il croccante che collassa sotto ai denti fa irrompere nella tranquillità di quella cena intima, grasse risate, urla chiassose di bambini capricciosi, la voce autoritaria del nonno, la sua finta minaccia di prendere la cinta e passare alle maniere forti e l’instancabile andirivieni della nonna tra la cucina e il salotto. Insomma, ogni portata, ogni sapore, ogni consistenza mi catapulta in tempi, luoghi lontani nella memoria e mi riporta alla mente le voci, i gesti e gli sguardi delle persone care della mia vita.

E ancora. Mi interessa il cibo perchè oggi come ieri, è un’emergenza. Lo era per i miei nonni, che hanno vissuto la fame, la miseria di due guerre, lo è per noi che viviamo nell’opulenza, nella sperequazione. Noi che delle guerre ci appassioniamo in tv neanche fossero fiction.

Mi interessa il cibo perché mi fa pensare a quanto spreco, a quanta speculazione e a quanto sfruttamento di risorse si concentrino attorno all’industria alimentare in sole due settimane.

Mi interessa il cibo perchè mi fa riflettere su quanto sia marcio questo mondo e le politiche economiche che lo governano. Insostenibili. Talmente folli da offrire tutto a pochi fortunati e lasciar morire per denutrizione, ogni giorno, migliaia di persone. DIES NATALIS, dal latino, il giorno della nascita. Voglio immaginare che quest’anno non nascerà nessun Gesu’ Bambino, ma una consapevolezza nuova. In ognuno di noi. Rispetto a quello che siamo e a quello che mangiamo. Rispetto, per quello che siamo e per quello che mangiamo.

Questo l’augurio che rivolgo a Voi tutti. Buon Natale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...