Spr-ecologia

Non so a voi ma a me succede spesso. Di andare al supermercato per comprare le uova e una bottiglia di vino per poi uscirne con tre sporte di robe e 50 euro di meno nel portafogli. Un pò tipo quello che succede da Ikea, dove entri per comprare una mensola e ne esci con un carrello di cazzate – del valore di 189,47 euro – e senza mensola, della quale poi dirai, non trovandola nei sacchetti di carta, “…l’ho dimenticata, vabbè tanto non era urgente…“.

Sarà il fascino ed il potere del packaging o le mie velleità da chef di periferia, fatto sta che spesso – al supermercato – compro molto piu’ di quello di cui di fatto avrei bisogno. Ecco che poi, iniziano le acrobazie: quello che posso lo infilo diretto nel congelatore, il resto mi costringe a salti e virtuosismi da trapezista cieco per far si che non vada a male neanche una zucchina. Insomma, non è che mi rimpinzo come un otre, anzi. Cerco solo di organizzarmi pranzi e cene in modo tale da riuscire a consumare tutta la riserva presente in frigo senza sprechi e senza finire all’ospedale per una lavanda gastrica. Non è sempre facile. Stasera, dovendo nuovamente far fronte ad una situazione di “sovrabbondante” emergenza mi sono chiesto: ma mense, tavole calde, osterie, trattorie e ristoranti, ma soprattutto supermercati come faranno? Ahimè, penso che non saranno cosi scrupolosi o quantomeno sempre in grado di trovare una risposta al rischio spreco. Anche perché parliamo di quantitativi stratosferici di alimenti per i quali, oggettivamente, ne diventa un problema la gestione, sia nella fase di approvvigionamento che nella fase di cessione/vendita.

Ho già scritto di associazioni ed organizzazioni che si occupano di raccogliere, dalle grandi distribuzioni, alimenti che sarebbero altrimenti destinati alla discarica e di distribuirli a chi ne ha piu’ bisogno. State certi, però, che alla vostra porta non busseranno mai. Il vostro cibo, i vostri soldi, finiranno nella pattumiera. Il nostro cibo finirà nella pattumiera. Nostro, si. Pensate, per il solo fatto di averlo pagato, che quel cibo che avete buttato fosse vostro? No. Quel cibo era patrimonio dell’umanità intera.

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