Think…e Taste Local

TGTL – Where food & design are joined together! ” Questo è quanto leggo dalla pagina fb di Think Global Taste Local, brand portoghese di prodotti alimentari. Parlo di prodotti generici, anche se di fatto, almeno per il momento, la disponibilità online è limitata ad olio evo, vini e caramelle al miele. Dal loro sito spicca, invece, il claim “Where Art & Food come togheter“. Mi viene spontaneo chiedermi, soprattutto dopo aver visto le foto dei prodotti, se effettivamente si tratti di Design o Arte. Si perchè a voler essere pignoli, nonostante le due discipline spesso si muovano una a ridosso dell’altra (forse è piu’ il design a darsi arie da “arte” che il contrario salvo qualche “ready-made” che rende pezzo d’arte un oggetto figlio della produzione industriale), il Design – Industriale – è una cosa, l’Arte, un’altra. Anzi nascono da principi decisamente opposti. Il design nasce con l’industria, con le grandi produzioni e si parla di design, essenzialmente, quando ci si riferisce a prodotti seriali, tutti uguali (anche se negli ultimi anni, scoppiata in Olanda e poi diffusasi un pò ovunque, è forte la tendenza dei designers a lavorare piu’ da artigiani su pezzi unici che con l’industria); l’Arte, invece (almeno quella figurativa), è difficile immaginarla come prodotto seriale:  il valore “economico” che essa acquista è proprio legato alla sua unicità: un Picasso o un Fontana non varrebbero quel che valgono se della stessa opera ne avessimo migliaia di copie in circolazione.

Diverso è se pensiamo ad altre forme d’arte: la letteratura, il teatro, la musica sono tutte forme d’arte seriali riproducibili su larga scala: ed in questo caso, il successo di critica ed economico, deriva dal numero di copie vendute o di spettacoli realizzati. Questo per dire cosa? Per porsi una domanda: TGTL a cosa ambisce? Il concetto di pensare Globale e di assaggiare Locale fa molto “attuale”, fermo restando che non capisco bene cosa significhi THINK GLOBAL: riferirsi ad un mercato globale, esportare in ogni dove, avvalersi di collaboratori che vivono agli antipodi? Questa non l’ho capita. DIverso è per il TASTE LOCAL, che come spiegato sul sito stesso, intende la volontà di promuovere i sapori della cultura alimentare portoghese, avvalendosi di professionisti e piccoli produttori locali.

Ma torniamo ai prodotti. Che dire: andrebbero, ovviamente, assaggiati ma ne voglio dare per scontata l’alta qualità che, altrimenti, colliderebbe con questa eccessiva ricerca sulla grafica e sul packaging.

Nel complesso il progetto risulta molto d’effetto (alcune grafiche che rivestono i contenitori sono effettivamente molto belle). Ma a che pro? Per fare un figurone regalandole, per poter collezionare lattine d’olio o per giustificare magari un prezzo di vendita da “opera d’arte”. Non lo so, sono un pò confuso: non capisco quale sia il fine, la funzione di tutto ciò. E il design una funzione ce l’ha, sempre. L’arte a volte no. Diviene puro, semplice ornamento. 

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