La clessidra della verità

A chi di voi non è mai capitato di vedersi rifilare un prodotto scaduto? A me, si. La questione della gestione dei cibi scaduti resta delicata ed il tema l’ho già affrontato in un precedente post; resta, comunque, il fatto che determinati cibi si deteriorano facilmente perdendo sia caratteristiche organolettiche che valori nutrizionali. Quale soluzione migliore, per evitare che ciò accada, del progetto del giapponese Naoki Hi­rota? Una semplice etichetta (una clessidra stilizzata) impossibile da rimuovere e posizionata sulla confezione dell’alimento fresco: sensibile all’emissione dell’ammonio, emesso dal prodotto con il suo progressivo deteriorarsi, assume gradualmente una colorazione scura che arriva fino a coprire il codice a barre; una volta che l’alimento non sarà, infatti, più ido­neo alla ven­dita nè al suo stesso con­sumo, il co­dice a barre sarà il­le­ggi­bile e, conseguentemente, in­ven­di­bile. Al momento non so di nessuna grande, o piccola, distribuzione che lo abbia applicato. Chissà perchè….

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