Impacchettati nel packaging

Suppongo che chi legga questo blog, si adoperi già nella raccolta differenziata (chi non lo fa, cominci subito!). Quindi sa bene che in pochissimi giorni il bidoncino della plastica si riempie di imballaggi e packaging alimentari. Immaginiamo in una settimana, un mese, un anno che quantità enorme di prodotti da imballaggio, ognuno di noi, destina alla discarica. Impressionante. Bene, questi prodotti hanno un ciclo di vita talmente breve e costano talmente tanto, in termini energetici – per la loro stessa produzione – oltre che per la raccolta e l’eventuale riciclo (se differenziati, altrimenti un ulteriore, terribile costo: sull’ambiente), da rappresentare questione fondamentale, e da affrontare con urgenza, al fine di avviare quanto prima un cambiamento in relazione all’abuso delle materie plastiche e alle evidenti ricadute ambientali che l’uso delle stesse implica.

La soluzione non sembra facile, ma parecchie cose sembrano muoversi nella giusta direzione. Mi spiace solo che, dei “distributori automatici” nonostante qualche anno fa se ne senti parlare molto, ad oggi – non solo non se ne vede uno neanche a pagare – quanto non se ne parla neanche piu’. Evidentemente, l’industria degli imballaggi e del packaging non ha gradito. C’è da dire, però, molte aziende coinvolte, riunite in consorzi ed associazioni, sono attive sul fronte della ricerca e dello studio di soluzioni eco-compatibili e/o comunque a minor impatto ambientale. Si lavora sempre piu’ con le bio-plastiche o promuovendo un maggiore utilizzo di materiali come quelli a base cellulosica o il vetro. Questa attenzione sia chiaro non è scelta puramente “virtuosa”, quanto necessaria considerato che spesso, per le sue stesse caratteristiche, le plastiche non sono garanzia di mantenimento dell’integrità dell’alimento. Ed essere sostenibili davvero, in questo ambito, vuol dire preservare tutta la catena alimentare, quindi operare scelte che riducano gli abnormi sprechi alimentari (ossia tutto un sistema, dalla produzione, trasporto, stoccaggio e vendita che finisce nella pattumiera), dovuti a prodotti mal conservati o igienicamente deteriorati.

Certo ci vorrà del tempo, prima di avere in distribuzione soluzioni davvero efficiaci, ma sono fiducioso. Nel frattempo cosa fare? La differenza, anzi la differenziata.

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