Povero Design

Avete ospiti a casa e siete a corto di idee su cosa preparare? Il design può venirci in soccorso in modo assolutamente imprevedibile. Il team francese 5.5 Designers ha ideato Daily Menu, un set di piatti di porcellana dall’aspetto improbabile ma con una marcia in più per quanto riguarda il concept di base.I creativi hanno pensato alla cucina francese, suddividendo le varie pietanze da loro consumate nel giro di una settimana in sette piatti “tipo” della loro cucina tipica. Il risultato è un set di sette piatti con forme organiche che alludono ai cibi da preparare, così da facilitare la preparazione di un piatto, perfetto per tutti i cuochi improvvisati e meno creativi. L’idea di base è davvero particolare, ma il risultato finale è molto scenografico e sicuramente sarà gradito a chi ama oggetti di design assolutamente fuori da ogni schema. Anche un piatto semplice e apparentemente banale diventerà, servito su questi piatti, unico nel suo genere. Il progetto è stato realizzato per il brand tedesco Kahla, ma nel loro shop online non c’è traccia di questi prodotti.”

E meno male, aggiungo io. Il testo tra le virgolette è la recensione scritta per un blog di settore al prodotto in foto sopra. Cito ancora: “…un set di piatti di porcellana dall’aspetto improbabile ma con una marcia in più per quanto riguarda il concept di base…”. E che vuol dire??? Proseguiamo: “…un set di sette piatti con forme organiche che alludono ai cibi da preparare, così da facilitare la preparazione di un piatto, perfetto per tutti i cuochi improvvisati e meno creativi…”. Non mi sembrano forme organiche. Facilitare la preparazione di un piatto? La complicano, dovendo costringere la naturale forma di un alimento (sempre diversa da se stessa e soggetta ad incontrollabili modificazioni in fase di cottura), in una forma definita e rigida. I cuochi improvvisati e meno creativi, forse avrebbero bisogno di un corso di cucina. O di un libro di ricette. Per finire: “…Anche un piatto semplice e apparentemente banale diventerà, servito su questi piatti, unico nel suo genere…”. Senza dubbio, unico esperimento. Da non ripetere.

Innanzitutto mi preme dire che, avendo già visto prodotti dei 5.5 Designers, mi viene da pensare che questo prodotto sia piu’ una provocazione che altro. Il “concept”, probabilmente, gioca sul “convenience food”, cibo industriale, con forme e sapori perfettamente studiati e misurati da diventare prodotto industriale standardizzato, oggetto. Quindi il capovolgere i concetti per cui se il cibo è prodotto industriale, oggetto – il piatto diventa prodotto artigianale. Decoro. Non è piu’ la forma (piatto) a seguire la funzione (cibo) ma è la funzione (cibo) che segue la forma (piatto). O il contrario esasperato: ossia è la forma (stavolta del cibo/oggetto) a seguire la funzione (ossia contenere). Andrebbe chiesto ai 5.5. Magari il concept è tutt’altro. Spero comunque che dietro questo progetto ci sia un’idea diversa, piuttosto che una semplice, seppur ironica, ricerca stilistica. Anche perchè – oltre che brutto – credo che un piatto del genere sia costoso da produrre, oltraggioso per l’ergonomia tutta e, banalmente, scomodo da riporre nello scolapiatti.

Povero design. Per causa di chi lo produce o per via di chi lo recensisce e ne parla? A voi decidere.

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