La fattoria del futuro

SuperFarm é l’installazione progettata da tre studenti di Master della Scuola Politecnica di Design per “50 + 50. Designing the future”, la mostra del Salone Satellite 2011  – che celebra il cinquantesimo anniversario del Salone Internazionale del Mobile – e che interroga giovani architetti/designer di tre scuole internazionali sul senso e sul significato del design tra 50 anni.

Con grande coraggio e lungimiranza, Hafsteinn Juliusson, Joana Pais e Rui Pereira presentano un progetto atipico che anziche proporre un nuovo oggetto/prodotto, suggerisce e “raccomanda” un nuovo stile di vita. SuperFarm promuove, infatti, un nuovo modo di coltivare e consumare il cibo, un contatto diretto con la natura, oltre a rappresentare un modello educativo nel rispetto dell’ambiente. L’ispirazione per il concept deriva da una citazione dal film The Social Network: “first man lived on farm, then he lived in cities, now he lives online. What’s next? ”

I tre designer sono convinti che coltivare le città e conquistare un ruolo proattivo nella catena della produzione alimentare siano la nuova frontiera. Nel 2050 quasi l’80% delle persone risiederà nei centri urbani. Il numero totale della popolazione mondiale crescerà di almeno di tre miliardi di individui. Mantenendo le attuali tecniche di coltivazione sarà necessario molto più territorio da coltivare per produrre cibo. Che fare? La risposta è un‘installazione al tempo stesso iconica, ironica e illuminante che mostra il volto più semplice e concreto della green economy e il suo impatto diretto sui nostri stili di vita. Il modello della fattoria torna in città e dà forma al supermercato globale del futuro. Su scala urbana l’effetto collaterale dell’introduzione di una moltitudine di SuperFarm nelle nostre città è la creazione di una nuova ecosfera urbana, un vasto network sociale e produttivo che cambia l’aspetto di interi quartieri reinventando le aree dismesse, coltivando giardini e orti sui tetti e sulle facciate stesse dei nostri edifici che diventano nuovi polmoni verdi per la città.

SuperFarm propone inoltre una maggior consapevolezza di tutti gli aspetti legati alla salute e alla nutrizione. In questo supermercato retro futuristico non ci sono clienti, ciascuno deve lavorare per produrre e guadagnarsi il cibo, al di là delle logiche acquisto-consumo. Tutti devono bruciare calorie prima di poter acquistare nuovo cibo e assumere nuove calorie; devono comprendere la dimensione etica della filiera del cibo e scegliere un approccio più sostenibile oltre che sano.

Sarebbe bello che SUPERFAM riuscisse – in un futuro non troppo lontano – a trovare gli spazi e le risorse che un modello cosi ambizioso e virtuoso richiede.

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