Stampiamoci uno spuntino

Sembra non esserci piu’ limite alle sperimentazioni con il cibo. L’ultima, il formaggio “stampato” con stampanti 3D. Questo in foto è, di sicuro, un esperimento fine a se stesso ma viene da chiedersi quanto tempo impiegherà l’industria alimentare ad adottare tali tecnologie e ad avviare la produzione di cibi dalle forme piu’ improbabili. E mi chiedo, soprattutto, quanto necessario sia arrivare ad applicazioni simili: di certo, determinati alimenti possono essere lavorati, modellati per risultare piu’ pratici – da confezionare, trasportare, conservare o stoccare – oltre che ergonomici, quindi piu’ gustosi ed appetibili, ma queste stesse lavorazioni quanto alterano la materia nelle sue caratteristiche organolettiche originarie e quanto costano in termini di consumo energetico?

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