Breve guida alla raccolta degli imballaggi in plastica

Capire tutte le regole per fare una corretta raccolta differenziata non è semplice. Pubblichiamo, quindi, un documento di facile lettura (lo scaricate cliccando sull’immagine sopra) edito da COREPLA, Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo ed il recupero degli imballaggi in plastica, che fornisce quelle informazioni fondamentali ad un buon riciclo della plastica. COREPLA è il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica. È un soggetto privato senza scopo di lucro, che svolge funzioni di interesse sociale. Tra queste, assicurare il raggiungimento degli obiettivi quantitativi stabiliti per legge di riciclo e recupero per quanto attiene gli imballaggi in plastica e pagare ai Comuni i maggiori costi sostenuti per l’effettuazione dei servizi di raccolta differenziata degli stessi, indispensabili appunto per giungere all’effettivo riciclo. Al Consorzio partecipano circa 2.700 imprese: tutti i produttori di materie plastiche per la fabbricazione di imballaggi e tutti i produttori di imballaggi in plastica che non abbiano provveduto a creare un sistema per il recupero dei loro stessi imballaggi immessi sul mercato (in pratica partecipa a COREPLA pressoché la totalità di queste due categorie di imprese), nonché, in forma però del tutto volontaria, utilizzatori di imballaggi in plastica/importatori di merci imballate e riciclatori di imballaggi. Il Consorzio è per definizione nazionale: ritira la raccolta differenziata svolta in più di 7.100 Comuni, per 57.000 di cittadini impegnati, e avvia a selezione il materiale raccolto in 37 impianti sparsi su tutto il territorio nazionale.

Tecnicamente  tutte le plastiche prese isolatamente sono riciclabili. Concretamente, però, nel flusso della raccolta differenziata finiscono anche imballaggi che, per diverse ragioni, di fatto non possono essere avviati a riciclo o lo sono solo parzialmente. Causa dimensioni eccessivamente ridotte, contaminazioni (residui del contenuto), compresenza inscindibile di più materiali anche plastici incompatibili tra di loro in fase di riciclo. Ecco, quindi, che una prima differenziazione si fa da subito in casa, separando gli imballaggi in plastica dagli altri rifiuti per poi affidarli al servizio di raccolta secondo le modalità stabilite dal Comune e dal gestore del servizio stesso. Di fatto, il consumatore è chiamato ad agire in due momenti: nei negozi quando acquista, scegliendo prodotti con imballaggi ecocompatibili e recuperabili, nonché evitando le lusinghe dell’”overpackaging”, e poi quando in casa produce rifiuti e ne gestisce il “fine vita”, separando al meglio le diverse tipologie seguendo le indicazioni ricevute e ricordando sempre che la qualità della raccolta differenziata è fondamentale per attivare la filiera industriale virtuosa che porta all’effettivo recupero e riciclo (che rappresenta l’unico scopo dell’intera operazione).

Nella prevenzione della formazione dei rifiuti di imballaggio – tra le finalità dichiarate del Consorzio, fondamentali sono gli quegli interventi strutturali operati dalle imprese produttrici e utilizzatrici degli imballaggi che, attraverso scelte progettuali consapevoli, possono fare molto per ridurre i quantitativi di materia prima impiegata e per immettere sul mercato imballaggi sempre più facilmente riciclabili.

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